una città da adottare: L’Aquila

Adotta una casa, una via, un vicolo, una strada dell’Aquila. Ad ognuno la sua e per diverse ragioni. Ai Torinesi bisognerebbe affidare almeno tre strade e i relativi palazzi: Viale Duca degli Abruzzi, viale Regina Margherita e Corso Vittorio Emanuele: se l’operazione fosse troppo costosa potrebbero dividerla con la Francia ed Albertville; ai Siciliani i palazzi che insistono sulla Via dello “Stupor mundi” Federico II. Inevitabilmente ai Fiorentini dovremmo assegnare sia Via dei Guelfi che Via dei Ghibellini; ai romani il gravoso compito di restaurare le case che si affacciano su Via Roma, una delle arterie principali della città; ai Milanesi via ed Arco dei Lombardi, alla disponibilità dei napoletani il restauro dell’arco di Porta Napoli; dall’arco non si vede il mare ma una distesa verde di montagne e colline che in certe stagioni gli somiglia. Più difficile assegnare a qualcuno via dei Gaglioffi; con un po’ di fantasia il restauro della prefettura ( palazzo del Governo) potremmo affidarlo all’intero Parlamento; allo Stato del Vaticano l’intero quartiere di San Pietro. Ai mussulmani residenti in Italia l’affido di tutta Via della Mezzaluna; c’è persino una via degli Albanesi, se qualcuno volesse prenderla in considerazione; più difficile Via delle Streghe ma, se qualche associazione femminista volesse ricordare le sue origini, saremmo ben lieti di affidargliela. Anche via Pescara verrebbe affidata alle cure degli abitanti dell’omonima città, sancendo così definitivamente la fine di un assurdo e inutile contrasto. Abbiamo Piazza battaglione degli Alpini, via ed Arco dei Veneziani, , via Giovanni XXIII, via degli ortolani, Via dei calzolai. Via dei Tintori … e tante altre. Potreste seguire direttamente l’inizio dei lavori fino al momento della bandiera italiana sul tetto; controllare che vengano usati i giusti materiali, rispettate le norme antisismiche. Metteremmo una targa più piccola sotto quella che indica la strada, con il nome e cognome di chi ha sostenuto l’affido o l’adozione a distanza; sareste invitati a tagliare il nastro nel vostro vicolo, dove troverete vasi di fiori , finestre aperte sui sorrisi e virgole di gatti in un raggio di sole; vedrete qualche indumento appeso ad asciugare, sentirete le voci e i rumori consueti di una città. Ma che città morta, ma che città fantasma … la nostra città vi aspetta. Lo abbiamo sentito tutti, qualche sera fa, camminando per le sue strade alla luce delle fiaccole accese per farle compagnia. Vigilate con noi che le promesse fatte vengano mantenute, che le date vengano rispettate, puntate i vostri occhi su una casa qualsiasi nella nostra città. Vi informeremo sui ritardi, gioiremo con voi per i progressi, invieremo foto e materiale documentario. Un unico neo: la tassa sarà a carico del destinatario, visto che i Comitati cittadini sono tutti autofinanziati; ma io spero che comunque vogliate aderire tutti in qualche modo a questa iniziativa. Patrizia Tocci- www.uncentrostoricodasalvare.org



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