Laudomia Bonanni di Maria Luisa Iori

Laudomia Bonanni con Maria Luisa Iori

Maria Luisa Iori vive e lavora a Torino, insegna Didattica della letteratura italiana e comparata presso la scuola di specializzazione per insegnanti dell’ Università di Torino.
Collabora alla rivista Insegnare del CIDI. Ha scritto con Antonietta Migliore il libro: Imparare ad insegnare ( Franco Angeli 2001) . Ha ripubblicato il libro Noterelle di Cronaca scolastica di Laudomia Bonanni -Caione, nel giugno del 2006 con una sua appendice critica: Una scrittrice da strappare all’ oblio.
Ha partecipato a convegni e conferenze su Laudomia Bonanni.

Ecco la sua bella recensione:

Patrizia Tocci, In difesa delle imputate : recensione di Maria Luisa Iori

Il personaggio femminile nella narrativa di Laudomia Bonanni, edizione Solfanelli,Chieti 2025

Una scrittrice contemporanea, Patrizia Tocci, originaria dell’ Aquila, ritorna, e non per la prima volta, a riflettere sul significato delle principali opere di un’altra scrittrice della stessa città: Laudomia Bonanni(1907- 2002), apprezzata dai maggiori autori suoi contemporanei .
Fin dal primo capitolo( Latenza,rimozione,oblio) del saggio critico Laudomia Bonanni viene descritta come una donna dedita alla scrittura con la stessa passione concepita per la lettura, specialmente dei classici, mentre lavorava come maestra elementare. Il suo esordio agli occhi del mondo culturale avviene con la vincita del premio Strega con la raccolta di racconti intitolata Il
fosso, nel 1948. Ma se grandi scrittori del suo tempo ne notano allora le qualità non è così per gli editori, per i quali conta la facilità commerciale del prodotto. Questi ultimi sanno che una originalità letteraria tendenzialmente seleziona i lettori e le lettrici in quanto rende impegnativa, tendenzialmente elitaria, la lettura: non fa vendere i libri.
Patrizia Tocci vuole sottolineare soprattutto la modernità del discorso sulla minacciata figura e considerazione sociale della donna, che Bonanni persistentemente sviluppa in storie romanzesche perfino tinte di giallo. Pertanto Tocci propone una rilettura in questa ottica delle protagoniste dei principali romanzi della scrittrice, per scoprirvi la radice degli sviluppi seguiti fino
ad oggi riguardo le problematiche psicologiche e sociali della donna. Anche se in tutta la produzione di Bonanni, compresa perfino quella giornalistica, dei numerosi elzeviri, viene sempre focalizzata una figura femminile, Tocci prende in esame esemplarmente le protagoniste deiprincipali sviluppi romanzeschi di questa tematica: L’ imputata, L’adultera e La rappresaglia.
In ognuna delle ambientazioni e storie, narrate inoltre in tempi diversi, tra loro lontani, donne che non si comportano secondo le regole (le” imputate” secondo il titolo del saggio di Tocci) vengono interpretate, non sottoposte a giudizi morali.Tocci infatti sottolinea proprio questa caratteristica della rappresentazione delle donne nel primo romanzo di Bonanni( infatti il capitolo relativo è
intitolato In difesa delle imputate): Le imputate reagiscono alle difficoltà e alla povertà,all’assenza degli uomini;spesso trovano nel disordine e nella sregolatezza là possibilità di sopravvivere;non ci sono giudizi morali.(pag.19).

E così anche ne L’adultera l ‘infedeltà della protagonista non è disprezzata moralmente dalla autrice del racconto, ma implica una punta di polemica femminista rilevando a commento il diverso giudizio morale diffuso nella società verso l’ adulterio femminile rispetto a quello maschile,
facilmente perdonato o perfino ammesso. La stessa adultera impara cogli anni a non avere sensi di colpa( Avere un amante non le turbava la coscienza). Tale atteggiamento viene attribuito a questa protagonista per affermare la fierezza di cui sono capaci le donne, contro tutti i pregiudizi che ne minacciano la libertà. Ma anche tutte le altre protagoniste dei romanzi bonanniani vengono tratteggiate con un carattere forte, consapevole e soprattutto libero. Così la Rossa nell’ ultimo romanzo, La rappresaglia, incarna compiutamente la sensibilità e la dignitosa consapevolezza di tutte le altre principali figure femminili delle opere precedenti.

Attraverso la attenta analisi che Tocci conduce in due distinti capitoli ( La città invisibile e La città visibile) ci accorgiamo che Bonanni focalizza e ritrae narrativamente la sua “terra” con la stessa analitica e familiare attenzione con la quale ha in qualche modo rappresentato se stessa nei personaggi femminili delle sue narrazioni. L’ Aquila si rivela in alcune delle sue opere attraverso una specie di trasfigurazione letteraria dei suoi elementi, perché descritti, pur realisticamente , ma
come attraverso uno sguardo turistico o come ambientazione teatrale in cui si muovono i personaggi( La città invisibile)

In altri casi, sia nell’ Imputata che in alcuni elzeviri, Bonanni cita e descrive oggettivamente la topografia e alcuni particolari della sua città( Tocci definisce questa rappresentazione dell’Aquila decisamente realistica come La città visibile).

Patrizia Tocci è particolarmente attenta e sensibile alle descrizioni dell’Aquila, non per caso sua stessa città ( sentimentalmente sempre, mentre, di fatto, si dovrebbe dire che concretamente “lo è stata” fino alle tragedie del terremoto del 2009, da Tocci stessa subita con conseguente trasferimento lontano). Forse anche per questo la scrittrice Bonanni, donna aquilana coraggiosa e forte, creativa e amante della scrittura letteraria, è sentita da Tocci, anche lei interessata e impegnata a scrivere testi, come una specie di “mentore”attraverso il tempo.

Infatti si possono considerare in parallelo queste due scrittrici aquilane: entrambe insegnanti, sebbene a diversi gradi di scuola, pur vivendo in epoche diverse, a livello generazionale distante, proprio in quanto donne si incontrano in una sintonia che si fa storia.

Le analisi che Tocci offre sia nel mostrare lo spirito libertario della donna sia nell’ indicare i segni di un amoroso attaccamento alla propria terra nelle opere della scrittrice Bonanni ci appaiono come una predilezione per uno spirito di concretezza per lo meno analogo in entrambi gli ambiti.

Questo quasi porta a identificare la propria città natale con la figura della donna. Infatti nel capitolo in cui l’ autrice del saggio critico riporta accostamenti tra la scrittura di Bonanni e lo stile di grandi autori del Novecento (Italo Calvino,Eugenio Montale, James Joyce, tutti di regioni settentrionali )si ricorda come Calvino, affascinato dai nomi strani, abbia chiamato col nome
femminile di “Laudomia” una delle sue “città invisibili”. Forse per equiparare una città a una donna ( in Le città invisibili, appunto) lo spirito forte di Bonanni, ormai nota tra gli scrittori per aver vinto premi letterari, oltre al carattere antico del nome, lo aveva ispirato.

Fin da giovane maestra Bonanni legge le opere del corregionale Gabriele d’Annunzio, abruzzese: Tocci ne riscontra acutamente le tracce e soprattutto gli echi già nelle sue prime più piccole scritture. Forse a questa grande lettrice e poi scrittrice aquilana, insegnante in sperduti aggregati montani della sua regione, l’ interesse e il gusto per questo autore potrebbe essere nato dalla
lettura della contemporanea scrittrice dannunziana Sibilla Aleramo. Bonanni infatti di questa autrice femminista e poeta si sa che dichiarava la sua stima, mentre lasciava tracce della loro personale conoscenza in qualche scambio epistolare.

A proposito del femminismo, pur dichiaratamente non accettato da Bonanni come movimento politico, c’è poi,per esempio, la sua affermazione della maternità consapevole. I bambini sono da lei amati e apprezzati non per spirito materno, ma come possibilità di un migliore futuro, grazie alla innocenza propria dell’ infanzia. Bonanni infatti, intervistata, afferma di non aver voluto avere figli, ma di considerare come tali i libri da lei scritti. Tocci riconosce in queste rivelazioni personali, ancora una volta come nei suoi romanzi, una precisa affermazione di libertà della donna(maternità consapevole e libertà del corpo in tutti i sensi) che deve difendere la sua indipendenza ad ogni costo.

Eppure a trent’anni della sua vita Bonanni aveva pubblicato presso Bompiani un romanzo per
ragazzi di soggetto coloniale secondo i canoni propagandistici del governo fascista:Men.Avventura al nuovo fiore, una storia ambientata durante la conquista fascista dell’Etiopia. Qui una piccola protagonista etiope,Men, viene apprezzata e indicata come esempio femminile di forza e dignità.Ma queste qualità sono attribuite con lode al tipo di convinzione di Men,
personaggio che nel romanzo sostiene che la sottomissione degli etiopi alla colonizzazione
italiana fascista fosse necessaria, positiva, in quanto portatrice di progresso da parte di una civiltà superiore nei confronti di un popolo ancora rozzo e primitivo come il suo.

Laudomia Bonanni a quei tempi , come confesso’ dopo la guerra, aveva aderito al Fascismo diventando gerarca non per convinzione politica ,ma solo per poter entrare a lavorare presso il tribunale minorile come giudice onorario(ricoperrse infatti per una ventina d’anni questo ruolo, pubblicando poi le note di osservazione raccolte durante tale attività nel volume Vietato ai minori).

Infatti tutte le opere e i vari scritti di Bonanni non condizionati dalla dittatura ci testimoniano uno

spirito libero e innotivamente democratico”
Maria Luisa Iori

Grazie, Maria Luisa Iori

Il mestiere di scrivere : un primo pezzo non si scorda mai.

Ippolita Luzzo, Il primo pezzo non si scorda mai, Città del sole edizioni, 2022

A volte accade che ci si possa incontrare sui sentieri delle parole, in una Koinè culturale strappata, pezzo per pezzo,  alla velocità dei social. Accade di ritrovarsi  nel percorso apparentemente caotico di un libro che invece contiene tanti fili che tirano, punzecchiano, ricamano. La  bella copertina del libro realizzata da Domenico Loddo ci avvisa:  Ippolita  Luzzo  brandisce in una mano il suo precedente libro “ Pezzi” e nell’altra una penna piena di inchiostro. E infatti da quell’inchiostro è nato “ Il primo pezzo non si scorda mai” Città del sole edizioni 2022. 

Questo volume conferma ancora una volta la capacità di fare storia del proprio quotidiano: sfilano le amiche, il pollaio, temi difficilissimi come le violenze e il femminicidio, riflessioni sui social o su situazioni contingenti che però grazie alla scrittura arguta e ironica, sorridente ed amara di Ippolita si condensano in  battute epigrammatiche, chiose fulminee. Persino i libri  di altri autori   su cui Ippolita riflette, facendoli suoi,  diventano anche per noi finestre che  invitano alla lettura. Sono finestre sempre aperte per i lettori del suo profilo e del suo blog. Così puoi accadere che anche un social possa costruire ponti tra persone lontanissime, selezionando attorno agli  argomenti altri lettori o scrittori, formando così, grazie ad Ippolita Luzzo, un circuito virtuale ma reale. Persino i brani  di canzoni che entrano nelle citazioni finiscono per creare uno spazio condiviso. Anche le poesie arricchiscono questo nuovo manufatto di Ippolita Luzzo: c’è un nerbo di scrittura notevole che tiene legati tutti i pezzi,  abbatte con decisione le barriere architettoniche tra prosa, poesia e scompiglia i generi consueti. È una bella singolare contaminazione di scrittura e di scritture. C’è  infatti una profonda fede, nonostante tutto, nell’esperienza  della scrittura.  Leggiamo  a pag.75: “ un libro è per tutti un libro che va oltre la violenza e la cattiveria, oltre il disgusto e la rabbia, oltre l’impotenza. Un libro può.”

 Mi torna in mente,  per una sottile associazione di idee che l’autrice ha provocato,  il bel titolo del libro di R. Barthes, Frammenti di un discorso amoroso. Forse, oggi,  un libro non si può scrivere che a frammenti, a pezzi, appunto. Ma c’è sempre  anche qui – ed è forte – l’amore per la scrittura.

Patrizia Tocci 

Patrizia Tocci Biografia

In primo piano

Patrizia Tocci è nata nel 1959 a Verrecchie (AQ). Laureata in Filosofia all’Università La Sapienza di Roma, insegna materie letterarie e vive a Monza.
Studiosa di Eugenio Montale, di Laudomia Bonanni e più in generale del Novecento, i suoi articoli e saggi sono stati pubblicati su numerosi periodici e riviste specializzate. E’ stata presidente dell’Associazione Internazionale di Cultura “Laudomia Bonanni” (sezione “L’Imputata”, L’Aquila); su Laudomia  Bonanni ha scritto  numerosi articoli e realizzato nel 2007 il video “Come se il fiore nascesse dalla pietra” :http://www.youtube.com/watch?v=r34VxuIPuu0.
Ha esordito con una raccolta di prose e poesie, Un paese ci vuole (Japadre, L’Aquila 1990); poi, una silloge poetica, Pietra serena (Tabula fati, Chieti 2000);  ha pubblicato inoltre  La città che voleva volare ( Tabula fati, Chieti 2010), libro di racconti interamente dedicato alla città dell’Aquila www.edizionitabulafati.it/lacittachevolevavolare.htm 
Ha curato e  pubblicato I GIGLI  DELLA MEMORIA: narrazione collettiva ( tabula fati, Solfanelli 2012): http://www.edizionitabulafati.it/igiglidellamemoria.htm   Il libro contiene una postfazione dello scrittore e giornalista Paolo Rumiz. La prima sezione è costituita da 55  testimonianze sulla notte del terremoto che ha colpito L’Aquila e i paesi limitrofi; qui potete trovare un video realizzato insieme a  Franca Visentin ( http://www.youtube.com/watch?v=V2EnjRtleWY. )

Nel 2010, il compositore romano Matteo D’Amico ha composto “6 aprile 2009, una musica per ricordare” su testi di Patrizia e di Thomas Pistoia, scritti all’indomani del terribile sisma che ha colpito l’Aquila e i piccoli centri del cratere.Ha condotto la rubrica “ Password “ sull’emittente televisiva tv uno Donna

Collabora   con il quotidiano abruzzese regionale IL CENTRO, con varie rubriche  settimanali:  Alfabeto dedicata a Dante Alighieri; CARBONCINO , La Valigia di cartone, Diacromie, Erbario, Il setaccio.

Ha pubblicato   il romanzo NERO È IL CUORE DEL PAPAVERO, con la prefazione di Paolo Rumiz, per la casa editrice Tabula fati Chieti 2017 : dedicato al padre che non c’è più ma che continua a vivere nei pensieri e nella scrittura della figlia, tra le luci, gli odori e i profumi di una civiltà contadina che ormai sta scomparendo; un colloquio tra generazioni in cui molti potranno riconoscersi.
Con questo libro la scrittrice ha vinto il Premio nazionale di Narrativa intitolato a Vittoriano Esposito ( comune di Celano) come migliore autrice abruzzese ; è stata finalista al premio Abruzzese per l’editoria nel 2017; finalista nel concorso festival Controsenso e ha vinto il primo premio nel concorso nazionale “Quel libro nel cassetto.”; finalista con menzione speciale per il racconto “Gli Sperduti” al FLA a di Pescara 2020
Per la poesia ha vinto il premio Scrittori di Montagna,; il Marianna Florenzi, per una lettera d’Amore, con la giuria presieduta da Cesare Garboli; il premio Tagliacozzo e il premio Libero de Libero.
Molti i testi  pubblicati in varie antologie : Speciale donna, Racconti dell’Abruzzo e del Molise, Raccontami l’Abruzzo, i Mille Abruzzi, Quando i sogni muoiono all’alba ( tabula fati) , I diari della bicicletta ( tabula fati); L’Ammidia a cura di David Ferrante ( tabula fati) ; Cronache di un tempo senza tempo a cura di Silva Ganzitti Savonitto ( Tabula fati) ; la Gioconda dei poeti  a cura di Dante Marianacci ( edizioni Di felice) .

Nel 2019 ha pubblicato Carboncini , sguardi e parole ( edizione #tabulafati)  con introduzione a cura di Giovanni D’Alessandro.

Nel 2021 ha dato alle stampe Alfabeti : le parole di Dante, Tabula fati. Per questo libro interamente dedicato a Dante e che propone una rilettura originale ed appassionata della Commedia, ha vinto nel 2020 il premio Internazionale A. Ferrariis Città del Galateo per la saggistica ed è stata finalista al premio per l’Editoria abruzzese.

Ha collaborato con Dj Brahms, per un progetto poetico musicale DIACROMIE sui colori.

Nel 2021 ha pubblicato I SEMI DEL SILENZIO poesie \1990-2020. La raccolta porta l’introduzione di Giovanni D’Alessandro, pubblicata dalla Tabula Fati, volume che ha vinto il primo premio per l’editoria abruzzese nel 2023.
Si è occupata di Alessandro Manzoni, nel volume collettivo: Alessandro Manzoni, in viaggio tra la tradizione e la modernità ( Solfanelli, 2023), volume curato da Pierfranco Bruni e Stefania Romito. Nel 2024 ha pubblicato un saggio Le viole raccontano, incentrato sul rapporto Duse – d’ Annunzio in una antologia che celebra il centenario della morte di Eleonora duse. L’ antologia, curata da Franca Silvia de santis, per il progetto di Pierfranco Bruni , é stata pubblicata da Solfanelli editore. Ha inoltre dedicato un saggio al critico letterario Vittoriano Esposito, come tuto nel volume Giornalisti e scrittori abruzzesi nel mondo, pubblicato dalla casa editrice Ianieri nel 2024. Ha recentemente dato alle stampe nel 2025 il saggio critico letterario : In difesa delle Imputate, i personaggi femminili nella narrativa di Laudomia Bonanni, edizioni Solfanelli . Sta partecipando ad un altro volume collettaneo, appena edito su Giacomo Casanova 300, in orizzonte di tempo, sempre a cura di Franca De Santis per il progetto scientifico di Pierfranco Bruni . Ha in preparazione un saggio su Ida Magli, gli uomini della Penitenza. e le apocalissi culturali.
sta lavorando ad un saggio critico su D’Annunzio e i fiori.