in Abruzzo con Giorgio Manganelli e Pino Coscetta: racconto di un doppio viaggio.

Appena pubblicato dalla casa editrice Solfanelli, il libro scritto da Pino Coscetta, Viaggio in Abruzzo con Giorgio Manganelli , è un libro doppiamente interessante: ci racconta infatti il viaggio che Giorgio Manganelli fece in Abruzzo nel 1987 per conto della redazione de IL MESSAGGERO, da cui nacquero poi splendidi e fulminanti articoli.  Pino Coscetta,  che appunto accompagnò Manganelli nel tour abruzzese , giornalista anche lui e scrittore, ci permette di vedere  la parte del viaggio che in genere non viene raccontata: i preparativi, le difficoltà, gli spunti, le deviazioni, gli incontri, le parole scambiate magari davanti a una buona o pessima cena..o cogliere persino i silenzi.

La letteratura di viaggio ha già di per   sé un fascino ineludibile: ma qui siamo proprio  dietro le quinte del viaggio.  E’ un libro quindi   prezioso  anche perché contiene una postfazione della figlia di Manganelli, Lietta  di cui riporto un piccolo brano: “ Ci piace immaginare, la sera, in albergo, Manganelli e Coscetta che, ognuno nella propria stanza, cercano di mettere insieme le immagini e i ricordi della giornata appena trascorsa, uno per trasformare quelle immagini e quei ricordi in fulminanti scritti, l’altro per  fissarli nel cuore e nella memoria.” Lietta Manganelli  ha dischiuso,  con poche parole,  il cuore  del libro. Quello che leggerete è il diario di un diario, un viaggio accanto ad un altro viaggio. Attraverso i capitoli del libro possiamo ricostruire tutto l’itinerario: Pescina e la valle del Giovenco, Pescasseroli ed il parco, Cocullo Scanno  Pacentro e Sulmona, Pescara, Teramo, Atri e Castelli, Chieti e Lanciano, L’Aquila, gli eremi, Corfinio, il Gran Sasso.  Un libro nato da una amicizia “ durata poco più di tre anni,” e interrotta dalla morte di Manganelli nel 1990.

Ogni pagina ci  svela un particolare in più, un dettaglio dell’amicizia tra i due: la ragione di   una dedica , un’  affermazione, un pensiero comune, una riflessione. Scrive ancora Coscetta:  “questo volume ( frutto di pochi appunti e di tanti ricordi), in ogni capitolo ripropone, inseriti nel testo, brevi illuminanti stralci tratti dal dattiloscritto originale che Giorgio Manganelli mi regalò, prima di consegnare al direttore  i nove capitoli sul viaggio inchiesta …” Quei nove capitoli sono  attualmente contenuti nel libro postumo di  Manganelli, La favola pitagorica, edito da Adelphi.

Il primo incontro con l’Abruzzo è quello con Silone,  scrittore tra scrittori; l’ultimo è con il Gran sasso, il re della  montagna  abruzzese ,  “l’aria d’Abruzzo”.  Puntuale  itinerario  attraverso cui si  snoda  l’Abruzzo montano e marino, le strade secondarie e le autostrade, le caratteristiche architettoniche o  l’acquisto di un oggetto:  momenti sorretti da un racconto  mai oleografico, che non  cede ai luoghi comuni.

Vorrei però soffermarmi  in particolare su un capitolo  del libro che contiene una promessa : “Da domani conoscerai l’Abruzzo più abruzzese che c’è – dico a Giorgio che seduto  davanti alla mia scrivania, insolitamente prende appunti – L’Aquila è una città davvero particolare e per capirla dovremo passare attraverso i suoi cortili.”  Oltre ai cortili passano , nelle pagine del libro,il forte spagnolo o Castello, la Fontana luminosa,l’Hotel castello, Piazza Battaglione degli Alpini,  la Società aquilana dei concerti, la Fontana delle 99 cannelle, i Quattro cantoni, il bar Centrale e Piazza Palazzo,  la cena succulenta al ristorante Ernesto,  il Duomo  di san Bernardino e la basilica   di Collemaggio, il ristorante le Tre Marie,  Buccio di Ranallo … Lapidarie, struggenti ,  delicatissime  le impressioni della visita alla città :  “mole astratta, levigata, di dura geometria, forte di enormi sproni, il Castello”;  “ L’Aquila città sommamente musicante “;  “ a respirare quest’aria montana, a camminare per queste strade dal selciato difficile e da duro pendìo” ; “ oso dire che riporta ai miei occhi il ricordo di talune fontane  dell’oriente islamico, sia di Granada che di Lahore. L’acqua che disegna, che costruisce. Molto orientale”

Questa topografia, è oggi , per noi, topografia della memoria. Nomi e  luoghi oggi   pieni di silenzio. L’Aquila è purtroppo una  città sospesa, in attesa di tornare ad essere quello che era: e che Manganelli vide, grazie anche alla sapiente guida di Coscetta, in tutti i suoi particolari, anche quelli meno turistici.  Scrive ancora  Coscetta: “ Voltate le spalle alla città che lo ha incantato, con Giorgio , ci avviammo verso un altro Abruzzo. Ma oggi, a 26 anni di distanza, e a tre anni dal terribile terremoto,  non riesco a dimenticare l’amorevole attenzione che le dedicò in quei giorni e che riversò , poi , nella puntata dedicata alla città.” Lo stesso Coscetta rivolge un appello agli aquilani di oggi, perché senza quel centro storico “ la città sarebbe destinata fatalmente a morire o nel peggiore dei casi a sopravvivere, mutilata svilita e svuotata.”

L’Aquila, la ” città polifonica”,  così  la definì Manganelli per le infinite  stratificazioni che si susseguono e si sono composte nel tempo, da quelle   romaniche  fino a quelle delle città contemporanea,  aspetta ancora, nel suo centro storico , di essere ricostruita. Con cura, con attenzione e con sapienza.

“La città antica – scrive  Manganelli, – nodo impossibile a  sciogliersi di vicoli e strade, è fedele  ad una immagine di sé, ferrugginosa, memore di assedi e guerre.”

In questo ultimo assedio, la città ha rischiato di scomparire.

Ma come scrive  Paolo  Rumiz, un altro inesausto,  meraviglioso scrittore-viaggiatore,  “finchè esistono i nomi esistono i luoghi.” . Ed è con questa certezza che  continuiamo a sentire attuale il viaggio  in Abruzzo di Manganelli  del 1987, interessante  e prezioso il racconto  che ce ne ha fatto Pino Coscetta, in una specie di staffetta emotiva ed amicale  che ci coinvolge profondamente.

Patrizia Tocci 



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Informazioni su pat1789

Patrizia Tocci nata nel 1959. Ha al suo attivo 5 pubblicazioni che riguardano poesie e prose. Scrive su riviste e giornali, si interessa di poesia e letteratura , collabora con Il Centro , quotidiano regionale abruzzese

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