Per coloro che verranno ( PUNTASPILLI, 3)

Avevo in mente due diverse poesie,  mentre sfilavo insieme a tanti altri aquilani per le vie martoriate della mia città. Una , di Primo Levi e comincia così “ voi che vivete sicuri / nelle vostre tiepide case …”. Si. Perché anch’io fino ad un anno fa quando vedevo in tv persone piegate dal terremoto, pensavo “ poveretti…” ma erano lontani, erano altrove. Ed invece è toccato a  me. E’ toccato a noi. Ho imparato un nuovo vocabolario, ho dovuto imparare ed accettare la pura di vivere in una casa, di non essere più tranquilla in una casa; di accettare (ancora fino a ieri )che la terra tremi e che l’anima riprovi sempre quella paura che non riesce a dimenticare. La stessa paura che mi fa svegliare ogni notte più o meno intorno alle tre e trentadue , la stessa paura che mi sospende la vita e il futuro; e che mi fa pensare con un po’ d’invidia che altri vivono in tiepide case e non possono capire fino in fondo cosa significa da un giorno all’altro perdere la casa,  una città,  gli amici, i ricordi,  gli oggetti, i luoghi … Fatte le dovute proporzioni ( l’esperienza di Primo Levi e di tanti altri è stata davvero epocale) oggi mi sono sentita meno sola.  Ringrazio le   persone  che hanno camminato con me, nelle povere strade della mia città – quelle poche che ci sono rimaste: erano tutti sotto un’unica bandiera, quella nero- verde; tutti a mani nude, con orgoglio ma soprattutto con speranza. Si. Certo,  Speranza. Perché l’altra poesia che mi veniva in mente era  “A coloro che verranno” di Bertold Brecht: c’erano  bambine con uno striscione, ad aprire il corteo. Da quei bambini dobbiamo ripartire. E’ anche per loro che siamo qui. Per le generazioni future. Per quelli che verranno. C’era L’Aquila. Silenziosa, composta, dignitosa. Non potete far morire una città. Non potete condannarci a una morte lenta. Dobbiamo forse spargere il sale sulle rovine di questa  città e scrivere da qualche parte “Delenda L’Aquila?” Non abbiamo intenzione di andarcene dalla nostra città. Resisteremo a questo nulla, a questo vuoto, a queste promesse non mantenute. Resisteremo. Eravamo in tanti a resistere.  Anche per “ coloro che verranno”.

Patrizia Tocci.

manifestazione 21 marzo 2010. riprendiamoci gli spazi verdi



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Informazioni su pat1789

Patrizia Tocci nata nel 1959. Ha al suo attivo 5 pubblicazioni che riguardano poesie e prose. Scrive su riviste e giornali, si interessa di poesia e letteratura , collabora con Il Centro , quotidiano regionale abruzzese

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