stato di emergenza: L’Aquila, febbraio 2011

Ieri ho incontrato l’Aquila reale. No, non il volatile simbolo della nostra città, ma un gruppetto di amici che giocava a carte in presa diretta ed in contemporanea della nostra assemblea cittadina, tenuta fortunosamente in un bar. Ogni tanto commentavano i nostri discorsi. Ero abbastanza vicina e potevo udirli. oltre il fumo di qualche bicchiere in più, c’erano due parole che venivano ossessivamente ripetute: lavoro e case. Le case da ricostruire ( le case che cadono a pezzi) e il lavoro per la gente. Una semplice richiesta che mandava a gambe all’aria tutti i nostri discorsi. Sono qui a ripetere le parole di quegli aquilani, capitati per caso accanto a noi, noi capitati per caso accanto a loro. Una metafora interessante. stiamo stretti, accatastati, vicini. eppure non sappiamo parlare a quelle persone. Perchè i problemi veri non sono che ne sarà del Parco del Sole ( tra l’altro già approvato) o di Piazza d’armi. L’Aquila oggi non è il parco del sole o Piazza d’armi. e’ ANCHE questo, ma…. L’Aquila è la nostra città morta.Lle case che si stanno sfarinando. i cantieri che ancora non cominciano.il carosello dei puntellamenti . la vergogna senza fine delle macerie. Il tempo passato malamente a discutere .Ii nostri commissari, Vice commisari, responsabili si scrivono sui giornali. Discettano e discutono. Lontano dai problemi reali. Non si telefonano nemmeno, non si incontrano.Si parlano come gli ambasciatori, attraverso le carte scritte o carte bollate, mentre l’incertezza cresce e i cittadini sono disperati. Ecco. proprio questo, volevo dire.O si riduce questa distanza , facendo davvero partecipare i cittadini alla ricostruzione e cominciandola davvero, non solo a parole: , informando, spiegando, risolvendo i problemi che si creano via via…o cresce la rabbia e il livore. Sta già accadendo.



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Informazioni su pat1789

Patrizia Tocci nata nel 1959. Ha al suo attivo 5 pubblicazioni che riguardano poesie e prose. Scrive su riviste e giornali, si interessa di poesia e letteratura , collabora con Il Centro , quotidiano regionale abruzzese

Un pensiero su “stato di emergenza: L’Aquila, febbraio 2011

  1. … ma questi “amministratori”, “commissari”, “responsabili”, (alcuni nominati, altri cooptati, ma molti votati ed “eletti”) sono ex compagni di scuola, amici di famiglia da generazioni, colleghi ed ex colleghi, clienti delle attività professionali, consulenti personali sanitari, legali, commerciali, tecnici; sono ex fidanzati/e, carissimi parenti, compagni di merende e di arrosticini, (ex) vicini di casa, dirimpettai, nemici giurati di chissà quale bega dimenticata, partner del tennis, della palestra o del calcetto, accompagnatori di escursioni e di sciate…..ecc. ecc. ecc.
    POSSIBILE CHE NON SI RIESCA A PRENDERLI PER LE ORIECCHIE E, CON QUALCHE PEDATA NEGLI STINCHI, PORTARLI A SEDERE NELLE SEDI OPPORTUNE E DIRGLI: MO’ BASTA!

    (Adriano, il solito ingenuo)

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