ALFABETO: A COME ASCOLTO

A Come Ascolto
“ Di quel che udire e che parlar vi piace
Noi udiremo e parleremo a vui
Mentre che ‘l vento, come fa, ci tace.”
Canto V dell’ Inferno, forse uno dei più famosi della Divina commedia. E’ Francesca che parla, Paolo non dirà una sola parola. E’ Francesca che ricostruisce tutta la storia, invitando Dante all’ascolto, svelando particolari intimi, dolci e dolorosi insieme. Persino il vento, quello ringhioso della bufera infernale che non smette mai, concede un attimo di tregua a chi vuole ascoltare, parlare, capire e raccontare. Prima di ogni dialogo, un attimo di silenzio per intravvedere negli occhi dell’altro la disponibilità all’ascolto. Anche questo piccolo spazio sarà così: udremo prima ciò che Dante ha ancora da dirci e cercheremo di tradurlo in parole attuali, mentre il vento della fretta, della rabbia o del rancore , di parole diventate urla, si tace per un attimo e ci permette di ascoltare la storia degli altri. Viviamo in un mondo più o meno virtuale, nel quale l’urlo e l’insulto sembrano essere l’ unica forma di relazione. Questa rubrica invece sarà di volta in volta un angolo di paradiso, di inferno o di purgatorio. Come una finestra aperta, da cui far entrare il sole, la pioggia, il vento o la neve. O i profumi della primavera che sta per cominciare.
Patrizia Tocci
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